Pubblicato da: mjkmi | luglio 4, 2011

still baking, a little bit

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Taccio sul blog da più di un mese, ma è stato un periodo rivoluzionario, tante cose sono successe, alcune drammatiche, altre molto positive, ma in generale un periodo di cambiamenti. Non ho avuto molto tempo per dedicarmi alla mia amata cucina, certo ho cucinato lo stretto necessario, le solite ricette, ma poco, pochissimo di nuovo. Inoltre Milano sta diventando piuttosto calda e afosa, quindi anche la voglia di accendere il forno è ridotta. Certe cose però restano irresistibili e questa focaccia è proprio una di queste cose; la ricetta originale è qui [via stefano], come al solito ho adattato le dosi, convertito al lievito fresco (che ho sempre in frigo) e “tradotto” tutto in grammi, una fatica che smetterò di fare, dato che ho comprato un fiammante set di misurini!

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Ci sono errori che sappiamo che li stiamo commettendo ancora prima di iniziare e non parlo del fare il pane con 28° diffusi e spalmati su Milano, no no, quello è niente. Quello che non bisognerebbe mai fare e fare uno stop da uno sport che ha bisogno di mantenimento come per esempio il nuoto, ecco, stare fermi per una decina di giorni, rimanendo indietro di qualche chilometro rispetto al ritmo abitudinario; poi decidere di andarci in pausa pranzo e rientrando a casa, stravolti in quanto fuori allenamento, realizzare non solo di aver fatto due splendide ciabatte perché stasera c’è un’amica ospite a cena, ma anche che dimentiche nel frigo ci sono delle salamelle.

Ecco: potevo per caso resistere a questa tentazione? So che mi siete vicini.

Le ciabatte sono le stesse di questa ricetta, l’unica cosa che mi ero dimenticata di fare l’altra volta è di tamburellare con le dita le due forme una volta pronte per andare in teglia un po’ come si fa per la focaccia, credo che questo distribuisca un po’ l’aria in giro per la forma di pane. Se per caso foste pazzi come me o anche solo curiosi, nel mio panino c’era una salamella alla piastra, poi tagliata a losanghe, un cipollotto a lamelle della senape di Digione da una parte nonché ketchup con qualche goccia di salsa piccante thai (trovata per caso all’etnico ed ottima per impiccantire il ketchup perché meno acidula del Tabasco e leggermente agliata).

Sono ancora viva 🙂

Pubblicato da: mjkmi | maggio 23, 2011

Inizia il caldo: aiuto!

Chi mi conosce lo sa: sono una bestiola invernale io; adoro il freddo pungente, la neve, il ghiaccio, il fiato che fa la nuvoletta; così come prediligo le verdure invernali, tutti i cavoli in ogni forma, o le patate; poi adoro usare il forno per cucinare, dal pane alla pizza, mentre d’estate può rappresentare un pochino un impedimento.

Insomma io riprendo a sorridere con spontaneità verso settembre, con l’invasione dei peperoni di Carmagnola e l’attesa del tartufo, mentre questi mesi a venire spesso non mi esaltano dal punto di vista culinario. Poi certo, esistono dei piatti prettamente estivi che amo (della mia versione dell’insalata di riso vi dirò in post apposito), mi piacciono le melanzane (per colpa di questo post sono entrata nel loop delle melanzane al funghetto!), alcuni pomodori, i cetrioli. La considerazione generale è che a casa si prediligono pasti freschi, magari anche con la pasta a caldo, ma per esempio con un sugo a crudo, la carne esce dalla programmazione quasi del tutto soprattutto in cotture lunghe, mentre entra il roastbeef ed entrano queste minirolatine con prosciutto crudo e parmigiano di cui oggi vi racconto la ricetta. Usando la carne di vitello il prezzo risulta certamente un po’ più alto, ma assicuro che la morbidezza della carne giovane non ha rivali per questa preparazione.

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Pubblicato da: mjkmi | maggio 16, 2011

Stop baking for a while (anzi no)

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Sabato ho fatto una gita a trovare degli amici a Cuneo; è nata come una cosa piccina e raccolta, ma s’è trasformata in una supercena da 12 e ognuno porta qualcosa. Avendo appena ricevuto uno splendido pacco da Amazon, contenente tante preziose perle, non ho potuto resistere alla tentazione di preparare un dolce da questo libro. Cercavo una preparazione semplice, ma d’effetto ed ho scelto di preparare una teglia di brownies.

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Pubblicato da: mjkmi | maggio 11, 2011

Adesso va molto meglio [avviso di loop culinario]

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Ho rifatto la ciabatta, era una sfida aperta. Per un po’ ho cercato dove avessi sbagliato e perché non fosse venuta alveolata come avrebbe dovuto e parlando con un amico ci siamo detti: “Beh forse è semplicemente molto difficile e chi ha messo giù la ricetta non lo dice!”; quindi ho ripreso la ricerca di una nuova ricetta, possibilmente più “garantita” ed è arrivata! La trovate in lingua originale qui e qui, se vi annoia fare tutte le conversioni del caso (giuro che porta via una marea di tempo!), qui sotto la mia versione in italiano. Inciso culturale: come mai se voglio trovare ricette di sicura riuscita e ben spiegate, anche se di pani italiani, finisco sempre a tradurre dall’inglese?

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Pubblicato da: mjkmi | maggio 4, 2011

Insistendo ed evolvendo (coscienti di essere noiosi)

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Il Baking Bug è ormai ben accasato presso la mia persona, quindi dopo una certa sperimentazione sulle baguette, con risultati raggiunti più che soddisfacenti, ora sto espandendo il mio universo fornarino; da un lato sto nutrendo del lievito madre cedutomi da un amico per sperimentare un po’ di pane a pasta acida, ma dall’altra continuo la lettura di questa bibbia del pane e non potevo non cedere ad una preparazione con poolish (cioè un impasto pre-fermentato molto liquido), ed in particolare ho ceduto al fascino della ciabatta.

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Pubblicato da: mjkmi | maggio 1, 2011

I’m on my way: pane 2.0

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L’avventura continua. Pensavate che avrei perso le speranze subito o quasi? E invece no, io insisto e non per masochismo, ma piuttosto per pura libidine, sì perché queste baguette sono molto buone. Sto sperimentando varie combinazioni di lieviti (fresco vs disidratato), la quantità di sale perfetta (11g per mezzo chilo di farina?), la pezzatura (più è piccola la baguette e meno ha mollica, quindi peggio si conserva, mentre io voglio che il pane sopravviva per due/tre giorni) e nel mentre in casa non compriamo più il pane il che di per sé mi piace moltissimo. Sto studiando in giro su vari siti e libri e mi pare che questa formula, sempre ancora migliorabile, sia chiaro, risponda bene all’idea di baguette à la mode di oggi (con idrolisi lunga a freddo), cioè crosta dorata e fragrante, molto croccante, alveolatura media e irregolare. Se volete avere i dettagli, eccovi la ricetta.

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Pubblicato da: mjkmi | aprile 24, 2011

Non c’è bisogno di commenti, no?

Quando il nostro paese comincerà ad avere meno Giovanardi, forse varrà di nuovo un pochino la pena di volerci stare.

(via wittgenstein).

Pubblicato da: mjkmi | aprile 19, 2011

Messico e nuvole

Da quando mi sono dedicata alla cucina con dedizione, imponendomi di provare tutte le cose che mi attirano, cercando di inserirle nel normale tran tran della dieta di casa, ho deciso di focalizzarmi sulla cucina italiana; il ragionamento alla base era profondamente logico, cioè tanto ci offre la nostra amata terra, tanto c’è da imparare che se includiamo anche l’etnico non se ne esce più. Ora ogni tanto mi concedo qualche strappo a questa regola, nel senso che anche certi piatti etnici, con qualche accortezza, sembrano proprio dare risultati migliori in casa che non nei vari ristoranti del circondario. In particolare esiste una cucina che ha poco da invidiare alla nostra per ricchezza, fastosità e complessità delle ricette, utilizzando un approccio profondamente diverso ai “fondamentali”, a causa dell’accessibilità a materie prime diverse ed anche alla enorme distanza geografica, parlo della cucina messicana.

E’ una cucina con una storia millenaria che esercita su di me un grande fascino, il Messico è infatti una delle mete programmate per i prossimi viaggi a lungo raggio. La versione che ne conosciamo nel mondo occidentale è il cosiddetto tex mex, cioè una versione un po’ texana, americana; non essendoci mai stata di persona, non so dirvi quali siano gli elementi originali e quali quelli un po’ “bastardi”, ma in generale adoro questa cucina. Certo, come spesso succede con l’etnico in Italia, in giro c’è una stragrande maggioranza di ristoranti men che mediocri, che utilizzano prodotti confezionati e i cui cuochi non hanno idea di cosa stanno facendo (quante volte per aperitivo vi viene servita la salsa confezionata di Casa Fiesta con i nachos della stessa marca che potete comprarvi da soli al supermercato?).

Negli Stati Uniti ho, invece, scoperto una catena di fast food di altissima qualità che si chiama Chipotle, è stato un po’ un segno del destino perché alla prima o seconda notte in albergo ho acceso la tv su Oprah e c’era ospite il fondatore di questa catena che raccontava la sua storia che mi ha subito affascinato; poi mi è capitata la fortuna di assaggiare i loro burritos e sono entrati nel mio cuore (ne esiste anche una sede londinese, se vi capita, lo consiglio).

A parte le solite considerazioni su quanto gli anglofoni siano avanti rispetto a noi nel valutare il proprio consumatore (per loro non è necessariamente un cretino, ignorante che si mangia e si beve tutto quello che gli viene proposto), mangiare al Chipotle mi ha ricordato il piacere di questa cucina dove i profumi esotici mescolano la freschezza del lime, l’aromaticità del cumino e la piccantezza del peperoncino. Quindi mi è venuta una gran voglia di produrre un pasto messicano casalingo, con dei burrito di maiale, peperoni, crema di fagioli neri e pico de gallo. Eccovi la ricetta.

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Pubblicato da: mjkmi | aprile 14, 2011

Se spingi c’entra

Per tutte altre faccende, in questi giorni di Salone del Mobile sono impantanata qui, se vi interessa il mondo di upcycling, eco-sostenibilità e design, domenica c’è un workshop interessante (qui)

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