Pubblicato da: mjkmi | settembre 9, 2011

Figliol prodigo (del blogghismo) – II parte

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Il cibo è stato quasi ovunque interessante, il rapporto dei francesi con il burro è radicalmente diverso dal nostro, questo è innegabile, ma qualunque fisico, anche strapazzato, può reggere quella cucina per qualche settimana, quindi se ci andate, non pensateci e godetevala. Da quelle parti sono da ricordare: il burro, il foie gras e le altre terrine e rilettes, i formaggi in particolare il camembert e lo chevre, le cozze, le ostriche, l’anatra e, last but not least, il pane.

Ogni cosa nuota nel burro, i croissant sono da piangere dalla libidine, ma non so se sarebbero una buona colazione da fare TUTTI i giorni. Prendete il kouign amann, ad esempio: è un dolce bretone povero, non c’è dentro nulla, solo burro farina zucchero e uova, roba che c’è in ogni casa, ma i bretoni ne hanno fatto un credo, una religione, ci hanno messo il loro sapere ed il risultato è un dolce davvero unico, eccezionale (per una ricetta vi rimando qui).

Il fegato grasso è anch’esso una religione, se non vi piace non morirete di fame, ma vi perderete un pezzo del divertimento; in ogni menù di ristorante ci sarà sicuramente qualcosa con il fegato d’oca o d’anatra oppure una terrina casalinga (cose che potete peraltro comprare tranquillamente in qualunque macelleria o banco gastronomia). Qui trasformano in spalmabile qualunque cosa, dalla carne al pesce, ma non è necessariamente un male; qualcuno con una grande testa per il marketing ha creato una catena di negozi che vendono sardine & co. con un packaging talmente accattivante che sfido chiunque a non scegliere i loro prodotti come souvenir (qui).

I formaggi sono un pezzo importante della gastronomia popolare francese, lo si capisce dai negozi di formaggi: hanno una scelta da lacrime agli occhi e dei profumi che lasciano le papille gustative tutte frullate, mi ricordano certe formaggerie piemontesi a fondovalle, dove i malgari un tempo portavano le loro specialità che poi il bottegaio affinava prima di venderle, come piccoli gioielli; ecco, ho ritrovato lo stesso rispetto per il prodotto e la sua territorialità. E fanculo alla linea!

Le cozze sono superpopolari e ovunque si può trovare quella folle creazione culinaria denominata moules frites cioè un ciotolone di cozze affiancato da altrettanta ciotola di patatine fritte: robe che il fegato è salito sul primo aereo per un posto dove ci sia il ramadan. Buone, ma sono maledettamente piccole, se siete abituati al prodotto dei nostri mari, penso alla Puglia in particolare.

Le ostriche in Bretagna sono un cibo popolare, chiunque le mangia; se vi capita, andate al porto di Cancale, lì ci sono i pescatori di ostriche che hanno cinque o sei banchetti sulla spiaggia, voi vi scegliete il tipo di ostriche che vi ispirano, loro ve le aprono e ve le mangiate seduti su un muretto, buttando i gusci a mare oppure ad ingrassare una già folta spiaggia fatta solo di gusci di ostrica. Uno street food irripetibile.

In Italia è difficile mangiare carni di volatili diversi da pollo e tacchino nella ristorazione comune, oppure da piccione e quaglia nella ristorazione “da stelle Michelin”; ecco, in Francia troverete l’anatra quasi ovunque, quindi se vi piace, preparatevi a togliervi sfizi in continuo; Ho mangiato un petto intero cotto alla brace, con la pelle ben intagliata a scacchiera su un letto di patate al forno succulente, oppure il coscio al forno, con una pelle talmente croccante da schioccare e poi una morbidissima carne all’interno.

I francesi amano i coltelli, giuro, è possibile trovare coltellerie piene di chicche inverosimili quasi ovunque, parlo soprattutto di coltelli a serramanico, ma poi ci potete trovare scatole di legno con set di Laguiole da bistecca con manico in corno. Davvero chic. Hanno da insegnare.

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Responses

  1. Bisogna ammettere che i francesi in fatto di pane e formaggi ci battono alla grande, soprattutto il pane.
    Ho frequentato un corso di 10 giorni all’istituto della panificazione in normandia, fantastico.
    La baguette che è l’equivalente del nostro pane comune è di un altro pianeta.
    Le ostriche poi…..

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