Pubblicato da: mjkmi | aprile 1, 2011

Treeeemaaaaaa!

Eccovi un altro post sui classici rassicuranti; ci sono quei dolci che uno li mangia e con i sensi è catapultato in un luogo, un tempo lontano da quello in cui si trova. Pochi segreti miei cari, ve lo svelo subito: io adoro la panna cotta. Provo a dirmi che non è un dolce, ma un killer, ma è come per le sigarette, nulla da fare, nessuno mi convincerà mai che non dovrebbero piacermi.

La panna cotta è un dolce tipicamente piemontese, ma ormai esportato non solo lungo tutto lo stivale, ma soprattutto nel mondo; ho letto ricette da far accapponare la pelle etichettate come “pannacotta”, ma la verità assoluta è che è una delle preparazioni più semplici della terra, davvero. Se si seguono le indicazioni alla lettera, non è possibile sbagliare.

Come in tutte le ricette semplici, la magia sta ben celata in due elementi: la qualità della materia prima e l’equilibrio di sapori. Quando vi riesce una magica sintonia di tutti gli elementi, beh potreste rischiare di piangere. Io mi sono commossa ieri, semplicemente così.

Ingredienti (per 6 formine piccole)
500 ml di panna freschissima
100 ml di latte (anche parzialmente scremato)
60 g di zucchero
1 stecca di vaniglia incisa per il lungo
5 g di colla di pesce (2,5 fogli)
tempo di preparazione: 20 min (3h di raffreddamento)

 

Mettete a bagno la colla di pesce in una ciotola di acqua fredda per 10/15 minuti. Intiepidite il latte sul fuoco, poi scolate e strizzate la gelatina e inseritela nel latte tiepido (non bollente). Mettete sul fuoco la panna con lo zucchero e la stecca di vaniglia, mescolando per sciogliere bene lo zucchero, fin quasi allo spiccare del bollore. Questo passaggio non serve per cuocere la panna, ma bensì per massimizzare l’infusione della vaniglia. Togliete dal fuoco la panna, tirate fuori la vaniglia e unite al latte con gelatina, mescolando bene. Riempite gli stampi precedentemente sciacquati in acqua ghiacciata e ben asciugati o tenuti in freezer per qualche minuto. Riponete a rapprendersi in frigo per almeno 3 ore. Se aveste problemi a sformarla, sciacquate la parte esterna degli stampi con acqua calda. Siate molto prudenti perché con questa proporzione la panna cotta risulterà davvero tremula e delicata (come dovrebbe essere!). Da servire con creme a piacere, io ho usato del kiwi & lemon curd ed un coulis di fragole; ella non disdegna per nulla creme di caramello, di cioccolato, di nocciole o di pistacchi. Maneggiare con cura (ed amore).

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Responses

  1. grandissimo dolce. rovistando fra le mie note vedo che anche io uso la stessa quantita’ di gelatina, un poco meno a dire la verita’: due fogli (le mie note mi dicono: wobly but jut holds its shape). ho anche provato a ridurre ad un foglioi la gelatina, ma non ha funzionato.. io aromatizzo la base a volte con alloro, spesso aggiungo un goccio di brandy + io uso icing sugar (ma non penso faccia differenza)
    secondo me va mangiata al naturale: io ci accompagno dei lamponi sconditi + qualche biscottuzzo croccante.
    certo mi annoia usare gelatina animale. sono tornato da londra con prodotto vegetariano addensante (a base di carragheen, se non erro) e vorrei provare.
    mi ricordo anche di una grande panna cotta, aromatizzata con nocciole (quindi rimaniamo in pura cucina piemontese)… da urlo
    cmq: uno dei grandi dolci italiani, secondo me
    ciao/s

    • io ho sempre idea di usare l’agar agar che essendo di alga, risolve il problema, ma tutte le volte che vorrei comprarlo o ne vendono quintalate o costa milioni di petroldollari. in un’osteria dove andavo spesso a mangiare, la facevano usando quello e mi piaceva. bisogna stare però super attenti che l’addensante non dia il proprio sapore altrimenti è tutto vano!

      io non oso immaginare di usare meno di questo addensante con 600 ml di liquido, sta proprio appena lì e sembra stia per esplodere e spatacciarsi sul piattino!

      zucchero: sì, ho letto anche io versioni con lo zucchero a velo, ma visto che si scioglie non cambia nulla, se non che magari si scioglie prima.

      aromi: finisce che la faccio rarissimamente e quindi la classica vaniglia è insuperabile, però ottima anche al caffè; inoltre mi è capitato di guarnirla con cioccolato fuso a bagnomaria aromatizzato al rosmarino. Data la stagione ho puntato sulla frutta, ma le guarnizioni in centro tavola ed ognuno sceglie che metterci su.

  2. La panna cotta è sublime.

  3. ezatto!


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