Pubblicato da: mjkmi | marzo 11, 2011

E poi che cosa ci mettiamo sopra?

Vi ho raccontato la mia ricetta della pasta della pizza lasciandovi però orfani di idee ispirate per la farcitura. Mi secca sempre quando in qualche programma dedicato all’alimentazione sento dire che la pizza rappresenta il male assoluto che non può entrare nelle diete perché è grasso puro. Beh, dipende, da come è preparato l’impasto, da cosa ci mettete sopra, da quanto la caricate di extra, ecc. Anche in periodi di regime calorico molto basso, non ho mai rinunciato alla pizza una volta a settimana, soprattutto se fatta in casa. E’ un pasto diverso dagli altri, consumato sul divano invece che a tavola, accompagnato da una bella birra ghiacciata e ritengo che chiunque se lo meriti, almeno una volta a settimana, se non ha svaccato troppo per il resto del tempo!

Quando preparo la mia pasta della pizza che mi permette di realizzare due pizze tonde, immagino quattro diverse farciture (una ogni mezza pizza) e poi taglio il tutto a fette e così possiamo assaggiare quattro diversi gusti. Ho 3 gusti costanti ed uno “stagionale,” al momento i miei gusti sono: pizza alla diavola, pizza napoletana, pizza stracchino e crudo, pizza carciofi e parmigiano e ora vi racconto come le preparo.

Ingredienti (per due pizze tonde da 28/30 cm)
due pesetti di pasta come da ricetta
1/3 scatola di pelati
due mozzarelle di bufala da 200 g
origano e/o basilico
sale
olio
per la 1/2 diavola:
60/65 g di spianata calabrese piccante affettata a macchina
per la 1/2 napoletana:
due cucchiai di capperi sotto sale ben sciacquati
3/4 filetti di acciuga dissalata
per la 1/2 carciofi e parmigiano:
un carciofo
5o g di lamelle di parmigiano
(mezzo limone per acidulare l’acqua)
per la 1/2 stracchino e crudo:
100 g stracchino freschissimo
60 g prosciutto crudo

 

Accendo il forno ventilato al massimo possibile (250°C nel mio caso). Mentre si scalda, stendo la pasta sulla teglia ben unta d’olio, lasciando il “cornicione” (bordo altino che poi in forno gonfia).

Sulla prima pizza, su cui abbino la diavola e la napoletana, metto un mestolo circa di pomodoro e lo stendo bene sulla superficie, poi ci distribuisco i dadini di mozzarella, strizzandoli un po’; per una pizza ben condita ci andranno dai 200 ai 300 g, a seconda dei gusti. Su una metà dispongo poi le fettine di spianata a coprire bene la superficie, mentre sull’altra distribuisco i capperi ed i filetti di acciuga. Prima di infornare, condisco con un giro d’olio, ed inserisco una ciotola piena d’acqua nel forno per non far asciugare la pasta durante la cottura. Saranno necessari 12/18 minuti, a seconda della temperatura massima del vostro forno. La teoria napoletana dice che meno sta in forno e meglio è!

Per la seconda pizza, è necessario preparare il carciofo, cioè pulirlo dalle foglie esterne più dure, pelare il gambo e mettere il tutto in acqua acidulata, poi affettare tutto sottilmente. Una volta stesa la pasta, sulla prima metà distribuisco in modo omogeneo lo stracchino suddiviso a pezzetti grandi come noci, mentre sulla seconda metà verso un po’ di pomodoro, ma ne basta davvero poco, poi la mozzarella, seguono le fettine di carciofo ed infine le lamelle di parmigiano. Anche in questo caso un bel giro d’olio prima di entrare in forno. Appena sfornata, distribuisco le fette di prosciutto crudo sulla metà con lo stracchino e servo.

Note metodologiche

  1. Per una cottura ben omogenea, è bene usare teglie bucherellate che permettono alla pasta di cuocere bene anche sotto.
  2. Tutti gli ingredienti vanno portati a temperatura ambiente anche un’oretta prima, in modo che non ci siano shock termici.
  3. Per quanto riguarda il pomodoro, io uso degli ottimi pelati (San Marzano di Dani Coop) che schiaccio al passaverdura con il loro liquido di vegetazione; condisco con buon anticipo la parte che mi serve, cioè circa 1,5 / 2 mestoli, con sale (ne richiedono parecchio) e origano, oppure basilico a seconda della stagione; quello che avanza, si conserva in frigo anche per 5/6 giorni in un contenitore chiuso.
  4. La mozzarella va tagliata a dadini o se preferite a fette, ma ben scolata dai propri liquidi, altrimenti fa la mappazza filamentosa.
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Responses

  1. per me la pizza e’ cibo divino, cibo degli dei. + pizza e birra ghiacciata + svaccamento sul divano: paradiso, una tantum.
    sulla mozzarella: io forse preferisco la fiordilatte alla bufala sulla pizza casalinga: ho impressione che sia piu’ asciutta e rilasci meno liquido
    s


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