Pubblicato da: mjkmi | giugno 14, 2012

Questa non è una pasta alla Norma

L’idea di questo post è nata da una storia che mi ha raccontato un’amica a pranzo;  in sintesi diceva di aver interrotto la dieta quando sua mamma, avvertita del fatto che lei era a stecchetto e quindi sarebbe bastata un’insalata, le ha preparato per il suo arrivo una splendida parmigiana di melanzane; alle sue contestazioni ha risposto: “beh ma è verdura!”. Qualcuno a tavola ha allora osato domandare: “Ma con le melanzane grigliate?” A lei che pensava a sua mamma, pugliese d.o.c., s’è solo sollevato un sopracciglio e in effetti, non si può certo confrontare la melanzana grigliata con quella fritta. Ha ragione: punto, game, set, partita. Ciao.

Però è pur vero che qui agosto s’avvicina a lunghe falcate e la prova costume è dietro l’angolo e bisogna uscire dall’impasse. Tutte le ore passate in palestra, sfumano di fronte alla nostra ingordigia, quindi è necessario correre ai ripari. Beh, oggi vi racconto una ricetta con le melanzane sfiziosa e abbastanza leggera: fusilli con melanzane, pomodoro fresco e basilico, nulla a che vedere con la pasta alla Norma, ma si sa, in qualche modo si deve pur sopravvivere!

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Pubblicato da: mjkmi | maggio 11, 2012

I piaceri stagionali

ImageQuando si cucina da un po’ di anni, quasi quotidianamente, con il piacere di farlo, finisce per crearsi un automatismo compulsivo di attenzione alla stagionalità: ogni volta che vado dall’ortolano i miei occhi a raggi x scansionano i nuovi arrivi e il luogo di provenienza e, se parliamo di prodotti (almeno) italiani, si apre un sorriso e la gran voglia di farsi venire in mente una ricetta irrinunciabile con quella primizia; non nascondo che scatta altrettanto automatico lo scuotimento di testa quando vedo l’uva dell’Argentina, anche se c’è chi spiega che a volte è persin più economico portare prodotti dall’altra parte del mondo che coltivarli qui (se vi interessa il libro è questo) io non riesco a superare il gradino morale dentro di me.

In queste ultime tre/quattro settimane il tempo meteorologicamente parlando ha fatto un po’ il “matto,” ma è difficile non accorgersi che siamo nella primavera inoltrata quando iniziano a comparire i piselli freschi; se avete poi la fortuna di fare qualche chilometro in auto nelle campagne, l’altro segnale inconfutabile sono i ciliegi carichi di frutti.

La scorsa settimana ho ceduto all’acquisto dei piselli freschi, con nella mente un’idea chiara: preparerò risi e bisi.

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Pubblicato da: mjkmi | marzo 16, 2012

il mio regno per un panino (al prosciutto)

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Ieri per la prima volta ho fatto  una pausa pranzo da Panino Giusto, lo so che ce ne sono a bizzeffe in tutta Milano e pure fuori, ma a me in generale la catena non attrae e spesso preferisco un panino alla cieca in un bar scrauso o meglio ancora un buon kebab o una piadina “di quartiere” rispetto al prodotto standardizzato; ma poi alla fine bisogna conoscere chi lavora (e vince!) sulla piazza, quindi ieri, nel classico centro commerciale ho mangiato un panino da loro.

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Pubblicato da: mjkmi | marzo 9, 2012

Gli strumenti irrinunciabili

Sono piuttosto certa che niente e nessuno sia davvero indispensabile, gli inglesi ad esempio sostengono che il sole sorga e il sole tramonti, tutto il resto sia negoziabile; resta però il fatto che se penso alla buona abitudine presa ormai da più di un anno di preparare il pane in casa, ci sono alcuni strumenti che davvero mi hanno permesso di raggiungere risultati di tutto rispetto e parlo di differenze davvero sensibili rispetto al prodotto medio che si trova in una città come Milano. Oggi ho deciso di fare una piccola lista di ciò che considero un buon armamento di base per cimentarsi con il pane di casa riducendo le frustrazioni da delusione.

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Pubblicato da: mjkmi | gennaio 30, 2012

Tirare due uova di sfoglia, e poi?

Ogni tanto scatta la voglia di pasta fresca, proprio la voglia di farla, lavorarla a lungo, annusare quel buon profumo di sfoglia in casa, attendere i tempi giusti, poi stendere, tagliare.. Qualche giorno fa, ho quindi tirato fuori dal frigo due uova di buona mattina, poi ho selezionato una delle mie farine 0 con cui in genere faccio il pane, e via: nel giro di una 20 di minuti ecco parcheggiata nel mio frigo una bella palla di pasta giallissima.

Succede poi che però nessuna idea fulminante sul sugo da abbinarci mi abbia conquistato ed ho quindi iniziato a spippolare tra i siti, alla ricerca del sugo giusto per le mie tagliatelle, ancora in divenire, per la verità. Certo il classico ragù è sempre irresistibile, la cosiddetta “morte sua”, ma casualmente s’era mangiato in casa pochi giorni prima, quindi non volevo ripetermi. Ho girato e rigirato, alla fine la melanzana quasi mi aveva conquistato, poi mi viene proposto: “ma perché non ai funghi?”.

La reazione istintiva è: “questa è una follia: non è stagione di porcini e non ne avevo surgelati quando lo era!”, ma poi il Mac Giver che c’è in me si è attivato e questa ricetta delle mie tagliatelle ai funghi è il risultato; in quanto a gusto e consistenze dà davvero molta soddisfazione.

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Pubblicato da: mjkmi | gennaio 21, 2012

L’inverno di Milano (pretesti per raccontarvi una ricetta)

Milano è una città strana, davvero; bisogna superare parecchi strati di superficialismo, fighettismo e celolunghismo per arrivare a volerle davvero bene. Bisogna imparare ad apprezzarne delle chicche, piccole gemme preziose che la città ti riserva. Chi lavora nei negozi è quasi sempre sbrigativo, scostante e anche un po’ sgradevole, ma poi capita l’appassionato vero, con cui si possono passare ore a parlare, sia ortolano o macellaio.

Ammetto che vedere aprire questo store dietro il Duomo mi ha stupito molto, per le sue “somiglianze” (scusate le virgolette, ma il termine mi pare un po’… pleonastico) con Eataly che già risiede all’interno di Coin in Cinque Giornate; la selezione dei prodotti è davvero molto simile, in quanto la filosofia è la stessa: altissima qualità a prezzi affrontabili (non è il supermercato, ma non ha nulla a che vedere con i prezzi di Peck, per capirci).

Andando da Eat’s a fare compere ogni tanto ho imparato a vedere la vera differenza rispetto all’Eataly che tanto mi piace per le sue selezioni: il personale. Da Eat’s il personale è stato formato per essere gentile, preparato  e propositivo con il cliente, elementi che mancano quasi completamente da Eataly (e parlo soprattutto di quello di Torino che è davvero grande e quindi pieno di inservienti). Andare da Eat’s è un piacere anche solo per farsi ispirare dal banco della carne o del pesce e per fare due parole con chi maneggia quei prodotti che ha davvero sempre un sorriso in serbo per tutti. Una Milano inaspettata, non cafona e davvero in grado di stupire una torinese come me.

Ora la smetto di tirarla lunga e vi racconto cos’ho preparato l’ultima volta che son stata lì; oltre al pezzo di biancostato per fare il bollito, mi hanno procurato un ricco osso tagliato, da cui ho potuto scovare del fantastico midollo.

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Pubblicato da: mjkmi | dicembre 5, 2011

Affrontare i classici

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Sempre un po’ latitante in rete, provo a farmi perdonare raccontandovi la mia esperienza nell’affrontare certi classici, secondo le indicazioni precise e puntuali di chi prende sul serio il mestiere nel fornaio. Come già raccontavo in precedenza, mi scontro sempre con sofferenza con il fatto che per trovare passione e precisione parlando di prodotti da forno, sia necessario leggere in inglese; quindi nella mia libreria culinaria molta letteratura è in inglese. Uno dei libri più belli degli ultimi anni è sicuramente “Bourke Street Bakery” che propone ottime ricette e traccia anche la storia del forno e dei due proprietari.  Trovate ottimi riscontri  da parte di chi ne sa e parecchio (qui e qui).

Beh, io ho deciso di provare a riprodurre un ricordo d’infanzia come la crostatina al cioccolato, se avete tra i 30 ed i 40 anni sapete di cosa sto parlando: la merendina era la norma e la crostatina al cioccolato, almeno per me, era una delle preferite, certo c’erano i tegolini, ma avevano quel fastidioso odorino alcolico che caratterizzava i pandispagna confezionati. Oggi con tutto altro spirito rispetto all’industria agro-alimentare di massa, ho fatto la versione moderna, da ricetta australiana🙂

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Pubblicato da: mjkmi | ottobre 10, 2011

Verso il mio pane

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Da aprile ho ricevuto in dono da un amico un piccolo scrigno di lievito madre; già qualche anno fa, con atteggiamento da novizio curioso, avevo mantenuto un lievito madre di mia creazione, senza aggiunta di alcun accelerante, cioè solo acqua e farina e ci facevo la pizza del sabato; poi i ritmi di lavoro, la poca standardizzazione nei rinfreschi mi avevano portato ad abbandonare il progetto. Oggi ho ricominciato, con qualche conoscenza in più e tanta voglia di sperimentare.

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Pubblicato da: mjkmi | settembre 9, 2011

Figliol prodigo (del blogghismo) – II parte

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Il cibo è stato quasi ovunque interessante, il rapporto dei francesi con il burro è radicalmente diverso dal nostro, questo è innegabile, ma qualunque fisico, anche strapazzato, può reggere quella cucina per qualche settimana, quindi se ci andate, non pensateci e godetevala. Da quelle parti sono da ricordare: il burro, il foie gras e le altre terrine e rilettes, i formaggi in particolare il camembert e lo chevre, le cozze, le ostriche, l’anatra e, last but not least, il pane.

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Pubblicato da: mjkmi | settembre 9, 2011

Figliol prodigo (del blogghismo)

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Finisce che prima o poi fai un giro in rete, cerchi delle ricette, segui i tuoi fili mentali, un amico ti dice: “e il blog??”, allora a quel punto il tarlo narrativo inizia a rodere e, insomma, rieccomi qui. Come già accennavo in altro post, questo in corso è da annoverarsi tra gli anni da ricordare a lungo, con alcune date in particolare, di quelli che possono pure cambiare le cose in modo straordinario; per questo, vedremo. Per ora invece vorrei dedicare qualche riga al mio trascorso giretto in Francia.

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