Il porco a me fa venire in mente solo cose buone; finché è vivo è un animale adorabile, simpatico, molto più pulito di quel che si dice e quando poi in questo periodo, o poco prima, lo si macella, è una delle bestie più generose, o forse che affrontiamo con maggiore confidenza perché non ha nulla che non sia commestibile, per dire anche orecchie (cassoela) e vescica (salama da sugo).
Un’amica che la pensa come me, anni fa propose di fondare la religione del maiale; non ne ricordo più i precetti, ma sicuramente prevedevano riduzione delle carni “impure”. Anche oggi, se faccio una valutazione, la suina è la carne che consumiamo di più in casa, arrosti, braciole, spiedini, valdostane, ecc.
Maiali cattivi mi vengono in mente solo quelli di Orwell, ripresi nella loro avidità da Miyazaki ne “La città incantata,” troppo pochi per rendermi il fatto credibile.
Quindi mi sforzo di pensare al maiale in modo differente e mi viene in mente una vecchia barzelletta che diceva:
Che differenza c’è tra xxx e la salsiccia? Nessuna: pelle fuori e maiale dentro.
Ecco, ho pensato che se alla pelle aggiungete il tupè, Mr B è servito ed il gioco è fatto.
Ed ora veniamo a cose di cui valga la pena parlare, la mia ricetta per l’occasione sono gli gnocchetti sardi al ragù di salsiccia e zafferano mantecati al pomodoro fresco.
Ingredienti (per 2 porzioni) 180/200 g di gnocchetti sardi 200 g di salsiccia fresca mezza carota mezzo gambo di sedano una cipolla uno/due pomodori maturi un peperoncino vino bianco una presa di pistilli di zafferano pecorino, parmigiano olio, sale tempo di preparazione: 15 minuti tempo di cottura: 20 minuti
Tritate carota, sedano, cipolla e ponete il soffritto in padella su fuoco medio; intanto spellate la salsiccia, spezzettatela e aggiungetela al soffritto, mescolando spesso; aggiungete anche la polpa di un peperoncino privato di semi e filamenti, tritato al coltello. Una volta che tutto abbia preso un po’ di colore e non vi siano più pezzi rosati di carne, sfumate con due dita di vino bianco. Intanto sciogliete una presa di pistilli di zafferano in un mezzo bicchiere di acqua ben calda (io la rubo dalla pentola per la pasta che intanto ho messo sul fuoco) ed aggiungete al sugo, una volta che sia evaporato l’alcool. Lasciate andare a fuoco basso per una decina di minuti, in modo che risulti ben legato e profumato.
Incidete il pomodoro e passatelo in acqua bollente per un minuto; scolatelo, pelatelo, privatelo di acqua e semi, poi tagliatelo a dadini. In questo periodo trovo ancora qualche pomodoro “perina” che rende benissimo nei sughi, in questo caso poi il pomodoro praticamente non vede il fuoco, se non per un paio di minuti.
Cuocete la pasta nella solita acqua bollente salata e scolatela almeno un minuto in anticipo direttamente nel sugo di salsiccia, alzate la fiamma, aggiungete un mestolo di acqua di cottura della pasta, rigirate bene, aggiungete i dadini di pomodoro e portate a cottura. Una volta spento il fuoco, aggiungete una generosa grattugiata di formaggio (io uso un misto di pecorino sardo e parmigiano, ma anche la ricotta salata è adatta al caso), un giro di olio a crudo e mescolate bene in modo da mantecare il sugo e renderlo cremoso. E buon maiale a tutti!

[...] ecco fatto: http://mjkmi.wordpress.com/2011/02/03/mumble-porco-porco/ [...]
Da: Entro il 6 febbraio: liberiamoci del maiale!! « Il Blog di Norma Carpignano su febbraio 3, 2011
alle 10:13
[...] mijkmi con gnocchetti sardi [...]
Da: Negare tutto, anche con le mutande in mano! « Il Blog di Norma Carpignano su febbraio 6, 2011
alle 00:04